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I PRINCIPI DELLA NATUROPATIA

La naturopatia sostiene che è preferibile prevenire la malattia mantenendo o ripristinando il presunto “equilibrio energetico” della persona.

La malattia è, nell’ottica naturopatica, conseguenza di uno “squilibrio energetico”; la correzione di tale squilibrio determa , la scomparsa dei sintomi.

I sostenitori della naturopatia ritengono che essa differisca dalla medicina allopatica (ovvero la medicina “tout court”) in quanto:

  1. considera la malattia come una presunta conseguenza di uno cosiddetto “squilibrio energetico” (principio proprio della (medicina tradizionale cinese)
  2. dichiara di avere un approccio cosiddetto “olistico” nei confronti del paziente (“completo”, teso ad una valutazione globale). La valutazione del singolo caso clinico, secondo i sostenitori della naturopatia, non si basa sull’esame del/dei sintomi, ma sull’esame del cosiddetto “terreno” della persona (concetto però privo di corrispondenze scientificamente dimostrabili, nella medicina o nella biologia), dei fattori esogeni con cui esso entra continuamente in contatto (es. agenti patogeni, presunte componenti geobiologiche dell’abitazione), e sullo stile di vita del soggetto, al fine di individuare ed eliminare quelli originanti il presunto squilibrio energetico.

Il cosiddetto “riequilibrio energetico” viene ritenuto essere attuabile anche per mezzo di specifiche tecniche di massaggio,cromopuntura, che a dire dei sostenitori si baserebbero sugli stessi principi dell’agopunturnella medicina tradizionale cinese: la stimolazione di specifiche aree corporee è attuata con metodi non invasivi (digitopressione) sulle stesse aree sottoposte a stimolazione con la tecnica agopuntoria.

La naturopatia dichiara di non porsi come sostituto della medicina allopatica, ma come strumento complementare, in un’ottica secondo cui l’approccio alla malattia può comportare modalità di intervento differenti e che agiscono in sinergia.

#ConteMascetti

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