Combattere la menorragia con le erbe

 

Un problema che affligge molte donne è la menorragia, ovvero le mestruazioni abbondanti che, oltre a rappresentare un disagio per molti aspetti invalidante, provoca uno stress all’organismo che si ritrova in carenza di ferro.

La menorragia può avere cause diverse che vanno dai disturbi della circolazione sanguigna, a vere e proprie patologie che interessano l’apparato genitale, fino ad alterazioni ormonali importanti.

Un efficace aiuto per contrastare un flusso troppo abbondante proviene dall’utilizzo di alcune erbe che sono in grado non solo di contrastare il problema ma di alleviare i dolori che provoca.

La famiglia delle piante della rosa contengono un significativo livello di vitamine e nella tradizionale medicina cinese vengono impiegate per tutte le patologie che affliggono lo stomaco, per il cancro e per rallentare il sanguinamento mestruale.

L’agrimonia (Agrimonia eupatoria) e l’achillea (Achillea millefolium) sono due delle più antiche erbe utilizzate invece nel Medioevo per curare le ferite e le loro sostanze sono efficaci sia per le emorragie esterne che per quelle interne.

In particolare l’agrimonia ha un potere astringente e l’infuso a base del suo estratto secco ha un sapore gradevole che lo rende facilmente consumabile.

L’alchemilla (Alchemilla vulgaris), si trova comunemente in natura e contiene acido salicilico, tannini e sostanze che con le loro proprietà sedative alleviano i crampi derivanti da mestruazioni dolorose.

Il Viburnium prunifolium è un altro ottimo rimedio contro la menorragia; la sua corteccia infatti è nota fin dall’antichità per contrastare abbondante flusso mestruale, crampi uterini e il contenuto di tannini provoca un delicato rilassamento delle mucose.

Infine la famosa Borsa del Pastore, la Capsella bursa-pastoris, o erba raperina, è un vegetale appartenente alla famiglia delle Brassicaceae che deriva il suo nome dall’utilizzo che i pastori ne facevano per fermare le emorragie delle loro pecore.

É stato infatti provato che la pianta, di natura perenne e adattabile a qualsiasi terreno, possiede proprietà emostatiche significative.

Nel caso del suo impiego per la menorragia, la Borsa del Pastore non solo rallenta il flusso mestruale, ma drena i liquidi corporei e favorisce una corretta funzionalità delle vie urinarie.

Agendo sulla muscolatura uterina, la Borsa del Pastore regolarizza il ciclo mestruale grazie alle sostanze contenute, quali la borsina, un alcaloide, l’acido malico, l’acido acetico e il potassio.

Viene impiegata come decotto o infuso unitamente all’achillea o alla salvia, da assumersi due volte al giorno per almeno dieci giorni dall’inizio delle mestruazioni.

#ConteMascetti

www.erbediaphrodite.com

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