I rimedi naturali del misterioso Egitto

 

Gli antichi rimedi naturali egiziani erano costituiti da un numero limitato di erbe e piante coltivate e da alimenti sani che erano in grado di prevenire diversi disturbi.

Le erbe e i farmaci dell’antico Egitto sono rimasti ancora oggi nell’elenco dei rimedi omeopatici più diffusi e utilizzati, dal potente effetto curativo.

Il miele principalmente costituiva elemento di elevata importanza, come testimoniato dalle incisioni nei templi, sugli obelischi e sui sarcofagi e quindi non è un caso se quasi tutti i medicinali dell’antico Egitto contenevano miele, vino e latte.

Il miele, grazie alle sue proprietà antifungine e antisettiche, veniva impiegato sia esternamente che internamente, per lenire la pelle irritata e aiutare nella guarigione delle ferite e delle infezioni.

In diversi papiri arrivati fino a noi, si apprende che era pratica comune applicare il miele sulle ferite aperte per prevenire fatali infezioni.

L’acacia e in particolare la gomma che se ne ricava, era un altro elemento fondamentale nella medicina egiziana per trattare patologie gastrointestinali e urinarie; messa a bollire miscelata all’acqua, produceva una mucillagine in grado di riparare danni al tratto digestivo, soprattutto in caso di ulcere o gastriti.

I semi di coriandolo, trovati frequentemente all’interno delle tombe, erano degli efficaci antidolorifici in caso di mal di testa, dolori muscolari, artriti e reumatismi ma anche alla base di una pasta utilizzata per le ulcere della bocca e per le ferite in generale.

L’olio che deriva dai semi di coriandolo ancora oggi trova impiego nella rimozione delle tossine e nella stimolazione della circolazione dell’organismo.

In caso di tosse o di problemi respiratori, la soluzione era quella di immergere il paziente ammalato in una vasca di acqua calda dove erano state messe diverse piante di ibisco, utilizzato frequentemente in caso di asma e patologie ai bronchi o ai polmoni.

La comune cipolla, la cui forma sferica e i suoi anelli concentrici erano visti come simbolo della vita eterna, veniva assunta da coloro che soffrivano di disturbi cardiaci, diminuendo così il rischio infarto e abbassando il colesterolo.

Agli schiavi impegnati nella costruzione delle famose piramidi, era comune somministrare abbondanti razioni di aglio per incrementare l’energia, la vitalità e ottimizzare le prestazioni.

Grandi amanti della vita, gli antichi egiziani utilizzavano il fieno greco, o trigonella, per contrastare tutti i problemi legati alla sfera sessuale, dall’impotenza alla difficoltà di procreare fino alla carenza di latte nelle neo mamme.

Il fieno greco è forse uno dei rimedi più antichi all’interno della medicina dell’Egitto, utilizzato anche contro i dolori mestruali e per ridurre eventuali infiammazioni dell’apparato genitale.

I semi di cumino venivano regolarmente assunti per diminuire i gas intestinali mentre l’henna, una pianta fiorita appartenente alla specie della Lawsonia, prima ancora di essere impiegata come colorante naturale della pelle e dei tessuti, era fondamentale per trattare itterizia, lebbra, vaiolo e affezioni della pelle.

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